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Morti
i vecchi, i successori non conoscono la propria genealogia oltre il limite
dei nonni, non sanno da dove provenga la loro famiglia, da quanti anni,
decenni o secoli abbia posto le radici nel paese dove vivono, hanno vaghi
ricordi su episodi di vita significativi per i loro antenati avendone sentito
il racconto durante qualche circostanza familiare ma senza la volontà
di farlo proprio, assimilandolo per tramandarlo.
Mariano Berti si propone di rimediare a quell’affezione che ha colpito l’anima dei nostri contemporanei, quell’amnesia di massa verso la nostra storia che ci rende più poveri, che non ci permette di essere più noi stessi in forma piena e consapevole, che ci omologa e ci appiattisce su bassi livelli comuni. Il suo lavoro ha il merito di inserirsi in un contesto di studi storici trevigiani ancora largamente carente nel settore prosopografico, caratterizzato solo per poche ricerche sulla storia delle famiglie più importanti e corrispondenti a criteri di una storia “aulica” che è pur sempre una porzione della storia. Mariano Berti dà un taglio nuovo: la sua indagine è una storia delle famiglie popolari. Può stare accanto, dignitosamente e con un proprio significato, alla storia delle grandi famiglie della nobiltà del trevigiano e del suo territorio, integrandola. La narrazione delle vicende familiari viene elaborata dall’autore con la capacità di inserirle nel quadro degli eventi nazionali e internazionali, richiamando il collegamento con vicende di portata generale come, ad esempio, la guerra o l’emigrazione; in definitiva si può affermare con serenità ed autenticità che leggere le singolari vicende di ciascuna delle famiglie da lui elaborate è un po’ come leggere, indirettamente, la storia delle comunità di appartenenza, una storia locale non meno nobile né utile di tante storiografie generali. Ivano Sartor Storico |