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Ottaviano Sforza e Francesco Brivio
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L’ultima fiammata sforzesca
Luigi XII°, padrone del Milanese, passava di vittoria in vittoria.  Perfino contro l’eterna nemica dei Milanesi, Venezia, riportò una clamorosa vittoria ad Agnadello nel maggio del 1509.  Ma al soglio pontificio sali un uomo energico ed antifrancese: Giulio II°, il quale fece del suo programma politico una missione contro la Francia, al grido di fuori i barbari! La lega che egli potè stringere con gli Svizzeri, la Spagna, l’Inghilterra e perfino con i Veneziani fu detta Lega Santa: e fu inevitabilmente la guerra, nella quale gli Svizzeri poterono invadere tutto il Milanese fino alla conquista di Milano che fu occupata nel giugno del 1512, avendo alla testa il vescovo Matteo Schiner, detto il cardinale di Sion, dal nome di una cittadina svizzera.  La città di Milano fu consegnata ad Ottaviano Sforza, figlio di Galeazzo Maria. Ottaviano era vescovo di Lodi ed entrò in Milano come inviato speciale della Lega Santa insieme con gli Svizzeri.
Francesco Brivio capitano e vicario in Melegnano
Subito iniziarono le fasi per la restaurazione materiale e politica del ducato. Francesco Brivio, membro di una nobile famiglia milanese, offrì ad Ottaviano Sforza, il 19 luglio 1512, la somma di mille ducati, cinquecento subito e cinquecento quando potesse avere come ipoteca il castello di Melegnano con la carica di capitano e di vicario ducale, unitamente allo stipendio e a tutte le prerogative che tale carica comportava e fruttificava. La tesoreria ducale avrebbe sempre avuto la possibilità di riscattare il castello quando avesse avuto la somma da restituire. Il 22 luglio fu spedito l’atto notarile steso dal notaio imperiale Giulio Cattaneo ed il castello fu consegnato al Brivio.
Francesco Brivio feudatario di Mele gnano
Questa concessione finanziaria del Brivio ebbe una importante conseguenza per Melegnano. Difatti, essendo diventato duca Massimiliano Sforza, figlio di Lodovico il Moro, il Brivio ebbe per sè‚ e per i suoi discendenti maschi legittimi, per sempre, il territorio melegnanese con il castello, come un feudo, in data 15 dicembre 1513.  Il nuovo assetto di Melegnano fu una grossa novità politica, economica e sociale. Francesco Brivio ebbe tutti i legittimi poteri, le spettanze e le competenze sui luoghi che prima erano della Camera ducale. A lui fu concessa la facoltà di giudicare le cause civili e penali, di riscuotere le tasse sul sale e sugli attrezzi di ferramenta.  Rimanevano esclusi gli edifici stabiliti per gli alloggiamenti dei cavalli. Ed il tutto era regolato da precise clausole stese da diretto pugno del duca.  Il duca inviò pure un decreto agli abitanti di Melegnano ed in modo particolare ai responsabili dell’amministrazione perchè‚ accettassero e riconoscessero come loro feudatario Francesco Brivio, conte e tesoriere del duca, e prestassero il giuramento di fedeltà. Difatti l’8 settembre 1514, due giorni dopo del decreto del duca, gli abitanti di Melegnano prestarono il loro giuramento.  A sua volta Francesco Brivio prestò solenne giuramento al duca Massimiliano Sforza l’8 gennaio 1515. Pare che gli anni della gestione del Brivio in Melegnano fossero sereni e nella normalità. Quando morì ebbe la successione il figlio Dionigi. Egli dovette subire la terribile situazione della seconda calata dei Francesi in Italia e fu testimone della terribile battaglia dei Giganti del settembre 1515. La Lombardia subì la dominazione straniera fino al 1521, quando Gerolamo Morone, con l’aiuto degli Spagnoli, governò Milano, in qualità di vicario del duca Francesco II°, che potè‚ riavere il ducato dei suoi avi. Egli morì il 1° novembre 1535, all’età di quarant’anni senza lasciare eredi.  Il governo del ducato, ormai nella sfera degli Spagnoli, fu affidato al governatore Antonio de Leyva.
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