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Francesco Rolandi
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Nel 1480 venne eletto prevosto don Francesco Rolandi. La parrocchia aveva ormai superato il periodo più difficile degli inizi e le gravi questioni contenziose erano assopite o scomparse. L’edificio della chiesa era rimesso in ordine; anche i grossi lavori, come il rifacimento dei campanile nel 1482 (una torre campanaria già documentata nel 1416) ebbero il loro esito positivo. All’interno del tempio, oltre all’altare maggiore, funzionavano anche l’altare dedicato alla Concezione della Beata Vergine e l’altare dedicato a sant’Antonio. Il primo situato in fondo alla navata di destra, il secondo in cima alla navata di sinistra; tuttavia bisognerà arrivare al tempo di san Carlo Borromeo (1567) per avere una descrizione più completa dell’interno della chiesa. Al prevosto Rolandi si deve il merito di una maggior cura per l’ospedale dei pellegrini e degli infermi gestito dalla Confraternita dei Disciplinati, impiantato presso la chiesa di San Biagio. La Confraternita amministrava bene la chiesetta dedicata a san Biagio esistente alla frazione Rampina, appena fuori dall’abitato melegnanese verso Milano. Era un’istituzione religiosa benefica di rilievo. Nel 1486 il prevosto Rolandi decise di concedere in feudo alla Confraternita dei Disciplinati, detta anche della Morte dei Santi Pietro e Biagio sia la chiesetta di san Pietro in Melegnano sia la chiesa di san Biagio con l’annesso ospedale che era alla Rampina. Così, dopo circa sessantanni dalla fondazione di questa Confraternita, il prevosto vide opportuna una sua riorganizzazione per un miglior funzionamento pastorale ed organico. La concessione in feudo dell’ospedale e delle due chiese comportava, da parte della Confraternita, il versamento di un canone annuo.
Il Convento di Santa Maria della Misericordia
Nella seconda metà del 1440 ebbe inizio in Melegnano il convento di Santa Maria della Misericordia dei frati Minori Francescani dell’Osservanza. Esso fu inaugurato la seconda domenica di Pasqua, 21 aprile 1487. Il padre Francesco Trivulzio da Milano, provinciale di Milano, venne a Melegnano per prendere possesso del convento nel nome della Santa Sede, retta allora dal papa Innocenzo VIII. Il capitano Terzaghi, la massima autorità amministrativa in Melegnano, dichiarò che il convento restava proprietà perpetua dei frati e compì i gesti della consegna canonica: accompagnò il padre Francesco Trivulzio consegnandogli una zolla di terra, in chiesa, nella sagrestia, nei locali del piano terreno e nelle celle del piano superiore, nell’orto, intorno al recinto facendogli aprire e chiudere le porte e consegnandogli le chiavi.
Recitarono le preghiere rituali e in presenza dei testimoni Luigi e Angelo fratelli Bascapè, Leonardo Squassi, Giovanni e Antonio Prealoni, Francesco Osnaghi, Giovanni Luca Fagnano, venne steso l’atto di consegna.  Melegnano ebbe la gioia ecclesiastica di avere subito la presenza di diciotto frati. Il giorno 2 maggio dello stesso anno 1487 padre Bernardino Bustis, famoso oratore sacro, venne a Melegnano per procedere alla elezione dei sindaci apostolici che dovevano presiedere all’ amministrazione e alla tutela del convento. Il convento ebbe vita fino alla sua soppressione decretata il 25 aprile 1810 dalle leggi napoleoniche.
La scuola dell'Immacolata Concezione
Il prevosto Rolandi volle anche sviluppata la devozione alla Madonna con l’erezione della Scuola dell’Immacolata Concezione che più tardi, sotto altro prevosto, ebbe le sue regole ben precise: la recita dell’ufficio dell’Immacolata, la presenza alla messa in canto che era celebrata all’altare dell’Immacolata la seconda domenica di ogni mese. Questa Scuola dell’Immacolata Concezione fu da lui fondata nel 1490. La Scuola o Confraternita dell’Immacolata Concezione, tra gli altri obblighi spirituali, doveva dispensare alla vigilia di Natale una certa quantità di pane per adempimento di due legati, uno del 4 ottobre 1339 per opera di Giovanni Giacomo Rancati consistente in due moggia di frumento, e l’altro con gli interessi che si ricavavano dall’impiego di 44 lire sterline al corso di quei tempi depositate in mano di Alessandro del Conte quando un certo Giovanni Antonio Lignatino vendette la sua eredità a Protaso Cazzulli. La Confraternita della Concezione aveva anche l’obbligo di preparare la dote matrimoniale ad alcune delle fanciulle più povere di Melegnano con il consenso del prevosto pro tempore, per un lascito ereditario fatto da Giovanni Maria Brusati nel 1528 consistente in lire 100.000 tra beni stabili e mobili. Inoltre la Confraternita doveva preparare una dote per una fanciulla povera in base all’eredità lasciata dal ricco melegnanese Pietro Banfi nel 1521. Dopo vent’anni di vita pastorale, il prevosto Rolandi rinunciò alla parrocchia, la quale rimase quindi vacante e in attesa di un nuovo parroco, dall’anno 1501.
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