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La Battaglia dei Giganti
Nel frattempo attorno a Carpiano succedevano avvenimenti tremendi, che lo interessarono solo di riflesso.
A Milano regnava sul ducato Massimiliano Sforza che provvedeva alla sua  difesa con i soldati mercenari svizzeri, in una lega con la Spagna, l'imperatore ed il papa.
Nel 1515 il Re di Francia Francesco I, il quale apertamente sosteneva che alcune parti d'Italia appartenevano alla corona francese, credeva suo pieno diritto riavere Milano come sua eredità famigliare. 
Il 10 settembre era a Landriano; attraversò il territorio di Carpiano, attraversò Melegnano; passò il Lambro e fece accampare l'esercito tra Mulazzano, Casalmaiocco dove si fermò personalmente, e Sordio.
Fu l’inizio di una sanguinosa battaglia, combattutasi nelle campagne fra Melegnano, San Giuliano (Zivido) e San Donato e conclusasi con la sconfitta degli Svizzeri Non è vero ciò che tramanda la leggenda su Francesco I il quale avrebbe dato ordine di non molestare gli Svizzeri che si ritiravano: in realtà tutti i dispersi furono cercati barbaramente, trovati, bruciati o uccisi. Trecento di Zurigo che si erano rifugiati in un convento a San Giuliano vennero cannoneggiati, e poichè resistevano alle artiglierie furono bruciati insieme al convento.  Il maresciallo Trivulzio, nella considerazione di uno scontro terribile, aspro, sanguinoso e incerto fino all'ultimo momento dopo molte ore di attacchi e contrattacchi disse che le diciotto battaglie alle quali aveva prima partecipato gli sembravano giochi di fanciulli in paragone a questa che gli era davanti non come battaglia di uomini ma di giganti.  E’ da questa espressione che la battaglia divenne nota come “Battaglia dei Giganti” -o “Battaglia di Maregnano”. 
Sul numero dei morti svizzeri vi è assoluta incertezza: a seconda delle fonti, da cinquemila a tredicimila.”
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