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Computers Il Lambro dalla sorgente alla foce negli annulli e cartoline
  SAN COLOMBANO al LAMBRO
ad opera di Riccardo Vigo copyright 2001
Altitudine m 80, superficie kmq 16,38.
Comuni limitrofi: Borghetto Lodigiano, Livraga, Orio Litta, Chignolo Po, Miradolo Terme, Graffignana.

A piè del colle scorre il Lambro. Isolata nella pianura, la collina di San Colombano sarebbe, secondo alcuni geologi, una propaggine della fascia appenninica dell’Oltrepò Pavese; secondo altri, invece, si tratterebbe di un ammasso di banchi corallini, ricoperti, dopo il ritiro del mare pliocenico, da diversi materiali alluvionali, sabbie, ciottoli, argille, disposti in più strati. Essa digrada a sud verso i terrazzi del Po, a sud-ovest verso il corso dell’Olona ed a nord-nord-est verso il Lambro.
 

I romani denominarono “Lambrum” una stazione fluviale prossima alla via Regina, che collegava Piacenza con Pavia e si spingeva poi, attraverso il Piemonte, al di là delle Alpi fino in Spagna. “Lambrum” fu distrutta dai longobardi e venne abbandonata. 

Quanto alla fondazione del borgo vero e proprio, si sa che il monaco irlandese Colombano, venuto in Italia tra il 595 e il 598, ottenne dalla regina Teodolinda terre da coltivare in quest’area come possedimento del grande monastero di Bobbio da lui istituito; quasi contemporaneamente sorse il castello.
 
 

Dopo l’unità nazionale, ed esattamente nel 1869, San Colombano fu assegnato alla provincia di Milano; in quell’anno venne anche costruito il ponte in ferro sul Lambro.

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