Purtroppo oggi le acque del fiume, assai inquinate,
sono molto diverse da quelle di un tempo, quando i barconi carichi di sale,
trasportato fin qui dall’Adriatico per via fluviale, risalivano il suo
corso: un commercio molto redditizio, che fruttava al borgo, detto appunto
“Salarianus”, il pagamento del dazio. Secondo lo storico Isidoro Maiani,
qui Teodorico avrebbe fatto costruire una rocca fortificata a difesa delle
saline, di cui esistettero le rovine fino al secolo scorso. Un’altra ipotesi
ricollega, invece, il toponimo al Sillaro, anticamente Xellera, corso d’acqua
che si versa nel Lambro a circa 200 metri a valle del ponte di Salerano. |
Il ponte sul fiume Lambro a Salerano |
Salerano si eleva su una costa del fiume Lambro
ed il panorama che offre con il suo snello campanile svettante tra le chiome
degli alberi è uno dei più pittoreschi ed ameni della campagna
lodigiana, “dal chiaro e cheto Lambro accarezzata”, come la vantava nella
sua “Laudiade” il poeta cinquecentesco Gian Giacomo Gabiano. |

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