L’aggiunta
al toponimo dell’appellativo “Giovanni” compare per la prima volta in un
atto privato milanese del 15 marzo 1007, con cui un tale Vuarimberto detto
anche Vuazo, figlio del fu Giovanni “de loco Sexto qui dicitur Johannis”,
vende alcuni territori posti in quel luogo ad un tale Nazario prete, officiale
della basilica milanese di S. Dionigi.
Alla fine del XIII secolo, il “Liber Notitiae
Sanctorum Mediolani” di Goffredo da Bussero fornisce un quadro preciso
dell’organizzazione e della vita ecclesiastica sestese; il borgo, chiamato
“Sexto supra Lambrum”o “iuxta Lambrum”, faceva parte della Pieve di “Modoetia”
(Monza) e vi trovavano le seguenti chiese: S. Alessandro, S. Eusebio, S.
Michele, S. Salvatore, S. Nicolò, S. Stefano. |