Computers Il Lambro dalla sorgente alla foce negli annulli e cartoline
  MONZA (pag. 2)
ad opera di Riccardo Vigo copyright 2001
Dopo aver attraversato il Parco della Villa Reale, dove offre scorci ancora oggi molto suggestivi, il fiume Lambro entra nell’abitato di Monza.
All’altezza del convento dei Barnabiti il Lambro si divide in due rami: quello occidentale attraversa il centro storico, il ramo orientale invece, detto Lambretto, scorrendo lungo le attuali vie Aliprandi e Visconti, ripercorre parte dell’antico perimetro delle mura cittadine. In prossimità della stazione ferroviaria le due diramazioni del fiume riconfluiscono in un solo alveo.
Il fiume Lambro è molto interessante dal punto di vista dell’archeologia industriale monzese, le acque costituivano una preziosa forza motrice per l’attiva industria ricca di opifici e di filande. Dal 1600 in poi ha visto un grande fiorire di mulini che nel corso dei secoli sono passati dai mulini utilizzati per la lavorazione della seta a quelli per il grano e a quelli per il cotone.

Fra i ponti che scavalcano il fiume Lambro nell’abitato di Monza, i più notevoli dal punto di vista storico-monumentale sono: 

il Ponte delle Grazie Vecchie, ponte a tre arcate realizzato nel 1683 nella zona adiacente al Santuario della Madonna delle Grazie per garantire il collegamento necessario alle cerimonie religiose;
il Ponte di S. Gerardino, ponte a tre arcate realizzato nel 1715 a servizio dell’antico ospedale di San Gerardino e delle attività molitorie anticamente insediate nella zona adiacente;
Per la particolare orografia della città di Monza un posto particolare tra le antiche attività produttive va riservato agli edifici dei mulini. In città rimane il Mulino Colombo, edificio composto in origine da due corpi di fabbrica staccati.

il Ponte dei Leoni, ponte a tre arcate realizzato nel 1842 in allineamento alla nuova via “Ferdinandea” aperta con la demolizione di antichi isolati medioevali.. Il nuovo ponte, edificato in sostituzione dell’antico ponte d’Arena di epoca romana, manifesta le medesime caratteristiche di monumentalità della nuova via ottocentesca.
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