È sempre a carattere torrentizio, il fondo,
prevalentemente roccioso, non presenta cascate, e quindi scorre più
tranquillo e più ampio (da tre a tre metri e mezzo di larghezza).
La valle, entro cui corre l’acqua, è molto verde e ancora intatta,
ricca di fontanili, soprattutto sul lato destro del fiume. Anticamente
questo paese, insieme a Magréglio e a Lasnigo, formava la Val Barneggia
a cui dava anche il nome. L’etimologia di questo è piuttosto incerta
e la sua grafia è stata nei secoli passati abbastanza varia. Un
diploma dell’imperatore Ottone III, del 998, lo cita come Barnasci o Barnaschi,
mentre in un diploma di Federico Barbarossa, datato 1162, è scritto
Barnium ed in vari documenti ecclesiastici del secolo XVI, troviamo ora
Barna, ora Barne ed a volte Barno.
L’interpretazione stessa di questo toponimo
si presenta a varie soluzioni: la più probabile, ne sostiene la
derivazione dalla radice “barn” (pascolo) e quindi Barni assumerebbe il
significato di “luogo di pascolo”. |