Dopo
il combattimento di Montebello, il feldmaresciallo Gyulai credendo che
la partecipazione dei franco-sardi fosse stata di almeno 40.000 uomini,
si convinse sempre più che gli Alleati miravano a Piacenza. Napoleone
III, invece, decise per una manovra di avvolgimento del fianco destro degli
avversari: l’imperatore dei francesi diede, così, ordine di spostare
l’Armata francese dalla zona Voghera-Alessandria a quella di Vercelli-Novara.
Questa manovra non fu scevra di pericolo, in quanto, era possibile anche
che gli Austriaci, intercettando le mosse degli avversari, avrebbero potuto
approfittare per attaccare di fianco i Francesi in marcia. Allo scopo di
mascherare e proteggere la delicata manovra, l’esercito sardo si schierò
lungo il Sesia, dalla sua confluenza nel Po fino a Vercelli. Era, quindi,
necessario tenere occupato il nemico e dimostrare spirito aggressivo in
modo da mantenere incerto il Comando austriaco sulla vera direzione d’attacco
dei Franco-Piemontesi. Così protetti dall’esercito Sardo, i Francesi
poterono tranquillamente eseguire il loro movimento verso nord. Il
30 maggio la manovra poteva considerarsi terminata, perché era cessato
il pericolo di essere attaccati sul fianco durante la marcia. Il grosso
dell’Armata francese, era fra Casale e Vercelli, ma per fare in modo che
arrivasse con tranquillità nella provincia di Novara, base di partenza
per l’attacco in direzione di Milano, bisognava allontanare gli Austriaci
dal corso del Sesia, di fronte a Vercelli. Di questa operazione furono
incaricati i Piemontesi e le loro Divisioni, concentrate anch’esse immediatamente
sotto Vercelli. L’Armata francese tutta nella provincia di Vercelli doveva
passare il Sesia a monte di questa città e continuare la sua marcia
sino a Novara. Ma davanti a Vercelli, riparati dal fiume, erano accampati
i distaccamenti avanzati di un Corpo d’Armata austriaco, comandato dal
generale Zobel. Essi avrebbero potuto minacciare il fianco dei Francesi
in cammino verso Novara, quindi, necessitava ricacciarli indietro: questa
operazione fu affidata ai Piemontesi che con quattro divisioni (Durando,
Cialdini, Fanti e Mollard) traversarono tra il 29 ed il 30 maggio il Sesia
ed attaccarono con successo gli Austriaci a Palestro. Dal canto suo il
Gyulai, che ancora non ci vedeva chiaro e non riusciva a capire le ragioni
della mossa piemontese, diede ordine allo Zobel di riconquistare Palestro
e gli mise a disposizione due Divisioni. Il 31 maggio Zobel mosse verso
Palestro e così scaturì una nuova battaglia, più sanguinosa
della prima, terminata con un nuovo successo dei piemontesi13. |
13
DE CESENA AMEDEE, “Campagne de Piemont et de Lombardie en 1859”, illustrée
de gravures sur acier d’après winterhalter, gravées par Ferdinand
Delannoy et Wilman, de types militaires dés différents corps
des armées francaise, sarde et autrichiennez dessinés par
Ch. Vernier, de plans de batailles, de places fortes, etc. Garnier Fréres,
Libraires – Editeurs Paris 1860 |