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L'esercito imperiale austriaco
L’esercito austriaco dopo le vittorie del 1848-49, godeva di un grande prestigio ed era considerato uno dei più forti d’Europa. Esso si distingueva per le sue antiche tradizioni militari e per il suo spirito di fedeltà alla dinastia degli Asburgo, che dominava sull’Austria e sull’Ungheria. I suoi ufficiali appartenevano in gran parte alla nobiltà ed erano molto rispettati, anche se non proprio amati dai soldati; questi ultimi, infatti, erano sottoposti ad una ferrea e rigida disciplina. L’esercito austriaco possedeva corpi speciali che godevano un’alta fama di valore militare, come i cacciatori tirolesi, la fanteria ungherese Honved, i Granatieri e la cavalleria, che disponeva di magnifici esemplari. La fanteria austriaca era stata una delle prime al mondo ad essere armata di un fucile con la canna rigata all’interno, in modo da imprimere alla pallottola un moto rotatorio e permettergli di colpire più lontano e in modo più preciso. I Cacciatori tirolesi, a loro volta, erano dotati di speciali carabine di precisione, dette stutzen1. Le armi della cavalleria erano, secondo le specialità, lance, sciabole, pistole e moschetti. L’artiglieria aveva cannoni lisci (cioè senza rigatura), che sparavano proiettili rotondi di ferro, pesanti dalle 6 alle 12 libbre. Esisteva, inoltre, un reggimento di racchettieri; esso aveva in dotazione congegni capaci di lanciare alla distanza di circa due chilometri piccoli razzi carichi di esplosivo2. L’Esercito austriaco era diviso in quattro Armate. Quella stanziata nel regno Lombardo-Veneto era la Seconda Armata, che comprendeva cinque Corpi d’Armata, più una divisione di cavalleria. Quando la guerra apparve imminente, fu dato l’ordine che partissero per l’Italia, come rinforzo, due Corpi d’Armata e altri due furono inviati in seguito alla battaglia di Magenta. In tutto, dunque, nove. Comunque all’inizio della campagna del 1859 gli Austriaci schierati sul Ticino erano esattamente 118.515, con 6.768 cavalli e 384 cannoni. Il comandante dell’esercito imperiale era il feldmaresciallo conte Francesco Gyulai3, di nobilissima famiglia ungherese, che riceveva ordini direttamente da Vienna dove il giovane imperatore Francesco Giuseppe deteneva il comando supremo dell’esercito4
1 AA.VV. “Die Tiroler Kaiserjager” i cacciatori imperiali del Tirolo op. cit. pagg.188-195: Durante la campagna del 1859 tutto il reggimento Kaiserjager adottò il fucile M54 sistema Lorenz. L’arma aveva un otturatore a capsula, l’accensione avveniva tramite una capsula in rame. L’invenzione di Josef Lorenz, artigiano nell’arsenale imperial-regio, consisteva nello sviluppo della compressione del proiettile. Di forma cilindrica, nella parte posteriore aveva due profonde incisioni anulari. Nel tiro la parte posteriore veniva spinta insieme, si allargava quindi l’estensione ed il proiettile veniva premuto nella canna.
2 ZANNONI MARIO “L’esercito austriaco nel 1859” Austrian army 1859 campaign, Editrice Militare Italiana, Milano 1988
3 Maresciallo conte Férencz Gyulai von Maros – Németh und Nadaska, comandante della 2° Armata austriaca dislocata nel Lombardo – Veneto.
4 HERRMANN EMIL “Magenta” di Emil Herrmann tenente nel 27° reggimento fanteria Leopoldo II Re del Belgio, Stampa ed Edizione di Ig.V.Kleimmayr & Fed.Bamberg, Lubiana 1905
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