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indietro Maria Teresa d'Austria
testo tratto da "Repertorio Scientifico Artistico Letterario" Milano 1841 Archivio Dott. Vitantonio Palmisano
Maria Teresa d’Austria, imperatrice di Germania, regina d’Ungheria e di Boemia, nacque il giorno 13 maggio del 1717, e ricevette al fonte battesimale i nomi di Maria,Teresa,Walpurga, Amalia, Cristina. Es-sa era figlia dell’imperatore Carlo VI, e d’Elisabetta, Cristina di Brunswick Wolfenbuttel. Prima della na-scita di lei, il padre avea pubblicato il celebre atto di successione, conosciuto sotto il nome di pramma-tica sanzione, la cui principale clausola adduceva, che in mancanza di maschi della sua linea, le sue figlie gli avrebbero succeduto a preferenza di quelle dell’imperatore Giuseppe I°, suo fratello. L’anno 1736, Maria Teresa fu unita in matrimonio a Francesco Stefano duca di Lorena. Note abbastanza son le dispute che insorsero, alla morte di Carlo VI, sulla successione al trono imperiale. D’ogni lato comparvero dei pretendenti, d’ogni lato si mosser truppe per investire la giovane imperatrice. Questa però non si at-terrì, ma preparossi a respingere gli assalti colla forza, giacché vedeva che a nulla giovavano i trattati. Le potenze d’Europa di già si dividevano i diversi stati della Germania, di già pattuito aveano il vergognoso mercato, e le prime operazioni militari sembravano promettere il pronto adempimento de’ loro desiderj. L’elettore di Baviera, primo fra’ pretendenti, alla te-sta d’un esercito francese ed insignito del titolo di luogotenente del re di Francia, si avanza rapida-mente, si fa incoronare arciduca d’Austria a Lintz, re di Boemia a Praga, e poco dopo imperatore di Germania a Francfort col nome di Carlo VII.
Maria Teresa si vide agli estremi. Costretta a fug-girsi da Vienna, che minacciata era d’un assedio, ella non si smarrì, corse in Ungheria, adunò a Presburgo i quattro ordini dello stato, e tenendo fra le braccia il suo figlio primogenito (che fu poi Giusep-pe II°), indirizzò loro cotali parole in latino: «Ab-bandonata da’ miei amici, perseguitata dai nemici, assalita dai miei più stretti congiunti , non ho altro scampo che nella vostra fedeltà, nel vostro coraggio, nella mia costanza. Io metto nelle vostre mani la figlia e il figlio de' vostri re, che attendono da voi la salvezza loro»". A tale spettacolo i palatini ungaresi, manifestano l’entusiasmo e la devozione più sincera, e gridano sguainando le loro sciabole: «Moriamur pro rege nostro Maria Theresa»». Gli ungaresi, come pure riporta Voltaire, davan sempre il titolo di re alle loro regine.
All’improvviso il denso nembo che la minacciava si dissipò. Dalle sponde della Drava e della Sava usci-rono popoli quasi del tutto ignoti, che unironsi ai fedeli ungaresi. A poco a poco Maria Teresa ricupe-rando viene i suoi stati. L’inghilterra e l’Olanda s’interessano per la giovine e bella regina, e le donne inglesi in particolare offrono una somma di centomila lire di sterlini alla grande eroina, e scelgono per loro organo la vedova dell’illustre Marlborough. Maria Teresa fu sensibilissima a tante offerte, ma non le ac-cettò, perché il parlamento accordavale ognora sussidj considerabilissimi. Tutto cangiò d’aspetto. Median-te alcune segrete concessioni i più fieri suoi nemici ritiraronsi, e Giorgio II d’Inghilterra, mostrando uno zelo meno interessato, condusse in persona un esercito d’ inglesi, annoveresi ed assiani a difen-dere i diritti di lei. Dopo varie vicende, il granduca di Toscana, marito di Maria Teresa, potè per l’in-fluenza della consorte sedere tranquillamente sul tro-110 imperiale col nome di Francesco I. E qui comin-cia il progresso delle arti, delle scienze in Germania, tutto dovuto alla grande protezione di Maria Teresa. Il commercio nel più prospero stato si ridusse, tutte le potenze straniere s’inchinarono alla gran donna, e fermaron con essa la pace. Giammai vidersi giorni più belli risplendere sulla monarchia Austriaca, che punto non oscurò la celebre guerra dei sette anni con Federico re di Prussia.
L’anno 1765, Francesco I cessò di vivere, e Maria Teresa, che sinceramente amavalo, lo pianse lungo tempo, e da quel punto incominciò a vestire l’abito di lutto, che più non dimise lino al di della sua morte che accadde ai ventinove di novembre del 1780, in età di sessantatrè anni. Discese nella tomba col ti-tolo glorioso di Madre della patria, che le fu decre-tato dalla riconoscenza di tutti i suoi sudditi.
Maria Teresa fu da natura dotata di straordinaria bellezza, di virile coraggio, di squisito intelletto. Po-chi uomini hanno raccolto in sè stessi tanti pregi, quanti adornavano lo spirito di Maria Teresa. Non lice alla brevità, che ci siam proposta, parlare di tutte le sue virtù, tutti i suoi pregi enumerare. Diremo solo, che la sua beneficenza era inesausta, l’estrema bontà del suo cuore gliene faceva provare il bisogno. La sua affabilità aveva ispirato ai sudditi di tutte le classi un rispetto ed un amore che fu ognora conservato alla sua memoria. Sempre di facile accesso, cordiale con tutti, amorosissima nella sua famiglia, caritatevole senza ostentazione, ella unir sapeva le cure fami-gliari colla generosità d’un sovrano, l’affabilità colla dignità, l’elevazione d’animo coll'umiltà dello spi-rito, e le virtù private colle splendide doti che fanno l’ornamento del trono.
Circa alla sua bellezza, tutti assicurano ch’essa fosse una fra le più belle donne che si conoscessero in Europa. Elegante e maestosa la statura, nobile il portamento. I suoi occhi, avvegnachè cenerognoli, erano pieni di espressione e di soavità. Le ondeggia-vano sugli omeri i capegli, e tutto era in essa d’un incantevole che innamorava. Questo ritratto, che non è punto adulatore, debbe sempre starci dinanzi
agli occhi, qualora si richiami al pensiero l’entusiasmo che questa principessa seppe destare negli ungari.
Avanzando in età, e dopo aver dato in luce un gran numero di figliuoli (giacchè sedici ne nacquero dal suo matrimonio con Francesco Stefano di Lorena), finalmente pel vajuolo vennero alterati notabilmente i lineamenti del volto di Maria Teresa. Di più essa era divenuta pingue in modo indicibile, e 1’ andare le divenne incomodo e pesante. Ciò non ostante i suoi tratti han conservato fino agli ultimi anni l’impronto della maggiore bontà.
Quando era giovane amava sommamente il ballo, le mascherate, i pubblici divertimenti. L’antichità non ci ha lasciato modelli più perfetti della fedeltà conjugale di quello che a noi ne porge l’imperatrice. Dopo la morte dello sposo, nel diciottesimo giorno d’ ogni mese, ella scendeva nel sotterraneo dei Cap-puccìni, ove sono deposte le ceneri di Francesco I, e passava nel ritiro e nell’orazione al suo palazzo di Schoenbrunn tutto il mese di agosto, che è quello in cui morì questo principe. Il regno di lei fu conside-rato dai sudditi, siccome Un’ era di gloria e di felicità, e i giorni di Maria Teresa sono il secolo d’ oro dei popoli della Casa d’Austria.
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